Olimpia, la prima bufala

La vera star degli allevamenti Caffi, tuttavia, è la bufala Olimpia, il primo esemplare al mondo in cui sia stata identificata la sequenza completa del genoma.

Nel 2011 fu avviata un’iniziativa per sequenziare e caratterizzare il genoma bufalino, promossa dal Parco Tecnologico Padano di Lodi con la supervisione dell’Associazione Nazionali Allevatori della Specie Bufalina (ANASB), nella convinzione che la conoscenza completa del genoma animale avrebbe consentito di stimare il suo fenotipo con elevata accuratezza, permettendo per le specie zootecniche una selezione più efficiente.

Il sequenziamento del genoma bufalino ha permesso quindi un avanzamento nel settore scientifico, fornendo nuove conoscenze e la capacità di effettuare un miglioramento genetico in tempi brevi, con importanti conseguenze su alimenti e salute.

Olimpia da Farfengo, nata nel 2004, ha girato virtualmente il mondo come caso di studio – dal Brasile alla Cina, dall’India agli Usa – oggetto di un progetto di divulgazione tecnico-scientifica che aveva l’obiettivo di spiegare ad un pubblico di addetti ai lavori l’importanza, anche nell’allevamento, del tracciamento della sequenza genomica per selezionare una razza di bufale di pregio, e conseguentemente far riconoscere il valore qualitativo dei prodotti derivati dal loro latte.

La sequenza genomica

La sequenza completa del genoma è stata quindi ricavata per la prima volta dal DNA di Olimpia, un esemplare di bufala di razza Mediterranea di tipo River (50 cromosomi) che presenta un elevato coefficiente di imbreeding in modo da ridurre l’eterozigosità del genoma e semplificare la fase di assemblaggio delle sequenze prodotte, fase eseguita in collaborazione con l’Università del Maryland negli Stati Uniti.

Le sequenze – generate presso l’USDA-ARS (United States Department of Agricolture – Agri-culture Research Service) sono state organizzate come pezzi di un puzzle per ricostruire la sequenza completa, una fase che ha richiesto notevoli risorse di calcolo e grandi competenze bioinformatiche. Una volta ottenuta la sequenza completa, utilizzata come riferimento, saranno scelti bufali non imparentati da cui si ricaveranno sequenze a bassa risoluzione per rilevare le variazioni nella composizione della sequenza (Single Nucleotide Polymor-phism, SNP). Gli SNP più informativi saranno usati come marcatori e raggruppati in un unico pannello ad alta densità per la gernotipizzazione degli individui. La disponibilità di SNP specifici per il bufalo porterà a sviluppare nuovi test di identificazione e parentela, come sta accadendo per il bovino, nei diversi laboratori in tutto il mondo. L’uso degli SNP semplificherà tali procedure, automatizzando le analisi. A seguito del sequenziamento completo, inizierà la fase di transcrittomica per sequenziare l’RNA proveniente da diversi organi del bufalo allo scopo di studiare i geni e il loro livello di espressione nei diversi tessuti.

Il sequenziamento del genoma del bufalo costituisce un grande passo avanti verso una maggiore conoscenza di questa specie così straordinaria, per le sue capacità di adattamento e per la sua importanza economica e commerciale nel mondo. I risultati di questo progetto, di cui Olimpia, proveniente dagli allevamenti Caffi, è stata la prima, assoluta, protagonista, possono contribuire in modo rilevante a fornire nuove conoscenze sia per migliorare la selezione e l’allevamento del bufalo sia per aprire nuove opportunità di mercato all’Italia, anch’essa protagonista dell’iniziativa.